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Pulizia e salute: la prevenzione nel settore sanitario parte dall’igiene

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E’ un dato assodato che ogni ambiente richiede procedure specifiche e diversi sistemi di pulizia.

 

Nel caso degli ambienti sanitari poi,  i protocolli igienici sono estremamente rigorosi e le procedure da seguire anche quotidianamente sono dettagliate ed estremamente rigide.

 

Una camera di degenza dall’aspetto salubre, ordinato e lindo, con superfici pulite, è di conforto per i pazienti e le loro famiglie, oltre a trasmette una sensazione di estrema attenzione e  di azzeramento dei rischi di contaminazione.

E’ per questo motivo che, sebbene il concetto di pulito sia importante in qualsiasi settore economico, nella sanità ha una duplice funzione: quella di controllo sull’igiene e di prevenzione delle infezioni.

Negli ospedali, nelle cliniche private, nelle varie strutture sanitarie, le attività del cleaning sono essenziali, richiedono interventi approfonditi e frequenti, con l’ausilio di prodotti chimici, detergenti ed attrezzature sia manuali che meccaniche di livello professionale.

Cosa significa “cleaning” nel settore sanitario

  • Per cleaning si intende quel processo finalizzato alla rimozione fisica dei microorganismi, particelle di sporco e grasso, da oggetti e superfici. Tali operazioni vengono normalmente compiute con l’aiuto di attrezzature manuali (carrelli, mops, strizzatori, detergenti etc) oppure macchine (lavasciuga, aspiratori, generatori di vapore etc.).
  • Il “cleaning” è tuttavia anche una forma di decontaminazione che consente di sanificare le superfici, eliminando sia il materiale inorganico che biologico, che generalmente interferiscono con l’inattivazione microbiologica.
  • Per “disinfezione” s’intende invece un processo che elimina tutti i microrganismi patogeni, eccezion fatta per le spore batteriche oppure oggetti inanimati.

 

Ecco quindi, che il concetto di pulito negli ambienti sanitari ha una duplice valenza , pulire e disinfettare allo stesso tempo, raggiungendo lo scopo primario di prevenire quelle infezioni che sfuggono al nostro controllo.

Ogni anno nel mondo centinaia di pazienti si ammalano “in ospedale”, diventando potenzialmente causa di epidemie , con costi ulteriori per i sistemi sanitari.

La prevalenza di infezioni “ospedaliere” nei paesi sviluppati varia tra il 3,5% ed il 12%, con una media del 7,1% nei paesi europei.

 

L’incidenza dei pazienti che si ammalano nelle unità di terapia intensiva può raggiungere il 51%; mentre il 30% dei pazienti in terapia intensiva si ammala almeno una volta di un’infezione contratta negli ambienti sanitari.

 

Ciò significa che l’incidenza cumulativa di infezioni nei pazienti adulti ad alto rischio è di 17 giorni su un totale di 1000 giorni di degenza.

 

E’ interessante sottolineare come i costi economici annuali associati ad infezioni contratte in ospedale siano considerevoli: si stima siano di 7 miliardi di euro in Europa  (traducibili in 16 milioni di giorni extra di degenza) e di ca 6.5 miliardi di dollari negli Stati Uniti.

Siete sicuri che le attrezzature che usate abitualmente non siano contaminate?

Tutte le superfici ( come ad esempio i banchi accettazione, tavoli, corrimano, pavimenti ed ascensori)  dovrebbero essere lavate quotidianamente con detergenti efficaci ed acqua tiepida, risciacquate ed asciugate accuratamente. Viene raccomandato infatti, di asciugare bene le superfici dopo il lavaggio poiché l’umidità attira contaminazioni e favorisce  in modo esponenziale la crescita microbiologica.

 

Se i corsi agli operatori del cleaning nel settore ospedaliero sono necessari perché forniscono allo staff le regole base per ottenere risultati efficaci, detergenti ed attrezzi giusti possono decisamente semplificare  ed ottimizzare le loro varie attività.

 

Facciamo un esempio. Un carrello dotato di sistema d’impregnazione istantanea abbatte qualsiasi tipo di proliferazione batterica e costituisce una garanzia di difesa antibatterica.

 

Il sistema SDS è l’unico dispositivo ad impregnazione istantanea che può essere facilmente posizionato anche in un carrello standard. L’impregnazione è istantanea e la quantità di soluzione erogata può essere calibrata compatibilmente alla tipologia di pavimento ed alle sue condizioni. Con un’unica pressione sul bottone del pannello di controllo, il mop viene impregnato ed è subito pronto all’uso.

 

I vantaggi di questo sistema sono molti: una riduzione di impiego del detergente di ca il 60%, massima efficacia del principio attivo per l’ assenza di contaminazioni, nessun bisogno di pre-impregnare i mops il giorno prima, possibilità di riutilizzare i mops, che possono resistere a 500 cicli di lavaggio in lavatrice e 15/20 settimane di pulizie standard con 5000 spruzzi di detergente.

 

Difficilmente si prende in considerazione il fatto che anche le attrezzature ed I macchinari che utilizziamo potrebbero essere in realtà contaminati.

Ecco perché un prodotto costruito con materiale plastico antibatterico può essere la vera soluzione.

Con questo obiettivo, IPC ha sviluppato la più innovativa composizione di plastica antibatterica in grado di ridurre drasticamente il carico di batteri e di limitare la diffusione di microorganismi nell’ambiente.

 

Recenti tests ideati allo scopo di riprodurre reali condizioni di lavoro in presenza di Staphilococcus aureus e Escherichia coli, e condotti su plastiche antibatteriche hanno confermato l’efficacia dei nostri prodotti in conformità con la norma ISO/DIS 22196 (Plastiche- Misurazione dell’azione antibatterica sulle superfici plastiche).

 

IPC utilizza queste plastiche sia per la sua gamma di aspiratori (GP1/27 HEPA IS05) che per quella dei carrelli (modelli BRIX SDS), garantendo agli operatori l’ottimizzazione dei tempi di lavoro ed evitando loro qualsiasi rischio sanitario, soprattutto in quelle aree dove  è elevato.

 

Sia i prodotti che i protocolli IPC adottano delle misure preventive per limitare i rischi di trasmissione e riproduzione di microorganismi patogeni, causati dallo spostamento delle attrezzature da un ambiente sanitario all’altro. Tutto ciò si ottiene con:

  • L’uso di plastiche antibatteriche e microfibre
  • Linee ergonomiche che rendono le attività di pulizia più semplici e meno faticose
  • Soluzioni che permettono all’operatore di non dover toccare i mops
  • L’utilizzo di mop dedicati monouso (per ciascuna area e  per ciascun paziente)
  • Cassetti con coperchi e sacchi per raccogliere la biancheria utilizzata

 

 

Fonte:   www.who.int/en/

 

 

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